PREMESSE E
SCENARI
Siamo alla fine del periodo transitorio iniziato il 1° gennaio 1999, e dal
1° gennaio 2002 (l'€-day) l'euro diventa l'unica moneta dei dodici
Paesi di Eurolandia (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia,
Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna), sostituendosi
alle monete nazionali (c.d. change-over) ai tassi di conversione irrevocabilmente
fissati il 31 dicembre 1998, suddiviso in unità divisionali espresse
in cento centesimi, mentre cessa la doppia divisione nelle unità monetarie
nazionali (taglie non decimali: già oggi, e fino al 31 dicembre 2001,
le monete nazionali sono una delle due possibili espressioni, decimale/non decimale,
dell'euro); d'ora in poi abbiamo solo l'euro (scritto tutto in minuscolo, ed
invariabile anche al plurale), diviso in centesimi denominati, in ogni lingua,
cent, taglie decimali. La sigla €, vuole ammiccare all'epsilon, quindi
alle origini della nostra cultura e alla prima lettera della parola Europa.
Mentre il glifo, cioè i due trattini, evoca il concetto di stabilità
monetaria.
E' opinione ormai largamente accettata, che il mercato unico europeo rappresenta
un formidabile promotore di riforme economiche prima, e di conquiste di libertà
sociale ed esistenziale, poi, allo scopo, strategico o visionario, di raggiungere
la meta dell'unione politica attraverso la progressiva messa in comune di consuetudini
e di istituzioni, senza avere la pretesa di raggiungere il Bene Supremo, ma
più realisticamente, un benessere allargato.
E' anche la prima volta che degli Stati rinunziano spontaneamente alla sovranità
monetaria per realizzare una unione monetaria sovranazionale che è uno
dei passi più importanti verso l'unione politica.
Cogliamo il significato simbolico di questo evento: degli Stati, Stati che da
sempre considerano una propria prerogativa gelosamente custodita il battere
moneta, lasciano che essa esca, insieme con la banca centrale, dalla sfera dello
Stato nazionale, dando vita per la prima volta ad una concezione della moneta
come espressione di una comunità sociale che può prescindere dall'esistenza
di uno Stato sovrano di emissione!
Tutto ciò però, per la verità, è stato vissuto fino
ad oggi in modo scettico, distratto, o entusiasta, comunque come qualcosa di
astratto.
Ed invece in questo evento vi è molto di più e di diverso, una
novità importante e molto concreta, perché l'Europa cessa di essere
qualcosa di cui si parla solamente, e passa letteralmente nelle mani, nella
mente di milioni di individui che costituiscono i popoli d'Europa.
Adesso per la prima volta, la realizzazione della costituzione economica europea
irrompe nella realtà quotidiana del nostro lavoro, del nostro denaro
e dei nostri affari, e ci rende autori diretti del processo.
Soffermiamoci su questo: accettare da uno sconosciuto, da uno straniero, un
pezzo di carta privo di valore intrinseco, quale è la moderna moneta,
sganciata da standard reali come l'oro, in cambio di beni o lavoro faticosamente
prodotti, è sempre stata, se ci si pensa, una delle più straordinarie
prove di fiducia che le persone possono esprimere verso la società cui
appartengono, uno di quei gesti che nella loro ripetitività, minima nel
comprare il giornale, o massima, nei grandi affari, avvengono perché
presuppongono senza nemmeno pensarci, la condivisione di un patrimonio culturale
comune di identità nazionale e di appartenenza. Ma mentre avvengono,
rafforzano la comune storia e il comune destino; da oggi sarà uno di
quei gesti che, compiuto ogni giorno infinite volte, fonderà, confermerà,
la condivisione da parte di 290 milioni di persone, anche della propria reciproca
appartenenza alla comunità allargata chiamata Europa, così come
fino ad oggi, abbiamo più o meno serenamente contato sulle nostre banconote
nazionali.
Tommaso Padoa-Schioppa ci ricorda, a questo proposito, come tutto vada relativizzato
e storicizzato e che il nostro tradizionale, rassicurante, familiare mondo nazionale,
ha avuto un inizio nella fusione di unità più piccole, ed altro
non è se non un quadro che gli Stati nazionali, in un certo momento storico,
ormai assorbito da generazioni, hanno costruito, creando un proprio spazio dove
hanno dato gli stessi beni che l'UE cerca di dare nel proprio e ancor nuovo
spazio; "erano spazi geografici apparentemente più limitati, ma
in realtà, se misurati sui tempi - ieri e oggi - del viaggiare e del
trasportare, ben più ampi di quello europeo oggi." Perché
allora, se è vero, come è vero, che tutto è così
relativo, lasciarci sorprendere, o preoccupare? Non dovremmo, soprattutto noi
italiani che viviamo dove sono fiorite le esperienze universalistiche più
profonde, da Roma al Cristianesimo, dall'esperienza del diritto comune al Rinascimento,
sentirci più attrezzati per partecipare a quest'ordine capace di essere
accessibile a popoli, culture e tradizioni diversi?
I professionisti sono in prima linea con la loro autorevolezza, competenza,
accuratezza, in questa fase di transizione, ed hanno il compito - meglio, il
dovere - di partecipare all'opera di guida della gente, che ad essi guarda,
prima di tutto per avere rassicurazione.
Come ammonisce il Tesoro, "è un imperativo etico che il processo
di costruzione europea non divenga causa di emarginazione, poiché sarebbe
contraddittorio con i valori su cui poggia l'Unione Europea. Ed è interesse
comune, perché se anche una minoranza della popolazione non si sarà
abituata alla nuova unità di misura, sarà più difficile
e più lungo per tutti effettuare i pagamenti alle casse quando, nel gennaio
2002, le nuove banconote e monete sostituiranno le lire."
Per primi quindi i professionisti debbono liberarsi di pregiudizi, resistenze,
incomprensioni e timori, e maneggiare con padronanza il nuovo mezzo.
E qui è molto importante l'approccio, l'attitudine che debbono avere
in particolare i giuristi: dobbiamo ricordare che il principio della continuità
domina, come vedremo meglio, la scena dell'avvento dell'euro.
Lo stesso D.Lgs. 24 giugno 1998, n. 213, conformandosi alla medesima espressione
del Regolamento (Ce) 1103/97, denunzia nella sua redazione la preoccupazione
di non lasciare spazi che sfuggano all'applicazione del principio, e dichiara
che gli strumenti giuridici che ne risentono, sono: disposizioni normative,
atti amministrativi, decisioni giudiziarie, contratti, atti giuridici unilaterali,
strumenti di pagamento diversi dalle banconote e dalle monete metalliche e altri
strumenti aventi efficacia giuridica, di cui al Regolamento. In una parola,
tutto.
Poi, i professionisti debbono in un certo senso considerarsi come degli ufficiali
che hanno l'ordine di condurre con sicurezza la propria gente all'obiettivo-euro,
quindi dotandosi di una forma mentis finalmente liberata da incertezze e ritrosie;
l'esempio di razionale sicurezza dato dalle persone alle quali la società
riconosce autorevolezza e leadership è molto importante per diffondere
fra la gente la fiducia che tutto funzionerà.
Dunque, questo ordine è che il principio con tutta evidenza pretende
imperativamente che si trovi il modo di rendere compatibile con il cambiamento,
ogni elemento di ogni strumento giuridico e questo con il minimo sforzo ed il
minimo sacrificio.
Allora, non dovremo indulgere ad atteggiamenti in punto di diritto, formalistici
e autoreferenziali, e dovremo imporci un abito realistico, coerente con la cifra
più originale della formazione europea, che procede a balzi, senza schemi,
sperimentando pratiche formule politiche e di aggregazione.
Per questo gli appunti che seguono intendono fornire strumenti di comprensione
capaci di funzionare come una bussola, il cui ago è attratto come magneticamente,
dal principio della continuità e della neutralità, e non hanno
la pretesa di essere, più che "istruzioni per l'uso".
Per approfondire specificamente le singole aree interessate all'euro, si suggerisce
di visitare il sito www.tesoro.it/euro, e, qui, Euronorma, dove si potrà
avere un quadro completo della normativa in vigore, sia comunitaria, che nazionale,
primaria e secondaria.